Sessione 3: Infrastrutture idrauliche e marittime
TITOLO
Criteri di accettazione di riempimenti idraulici realizzati con sabbie carbonatiche
SOMMARIO
L’esigenza di un approccio di sviluppo più sostenibile è ormai riconosciuta e condivisa a livello internazionale come necessaria e improcrastinabile per rallentare (e possibilmente invertire) gli effetti che le attività antropiche hanno sul clima e sull’ambiente. Il fortissimo impulso al potenziamento e allo sviluppo di impianti per la produzione di energia rinnovabile che ne è derivato non ha tuttavia rallentato i ritmi produttivi dell’industria oil and gas e sono ancora significativi gli investimenti in corso per la realizzazione di impianti di captazione di idrocarburi offshore.
In particolare, nel Golfo Persico, sono in progressiva costruzione numerose isole artificiali da utilizzare non soltanto per l’estrazione degli idrocarburi ma anche per tutte le fasi iniziali del processo di industrializzazione e commercializzazione delle risorse fossili estratte. Le isole sono costruite con terreni dragati dal fondale marino, principalmente sabbie carbonatiche di origine biogenica. Non le tipiche sabbie carbonatiche indisturbate, in cui la cementazione, l’aging e il creep sono componenti chiave del comportamento meccanico, ma sabbie dragate, pluviate idraulicamente e vibrocompattate. Il materiale risultante ha poca o nessuna cementazione e i grani sono altamente frantumabili.
La frantumabilità implica una significativa compressibilità delle sabbie carbonatiche, caratteristica che frequentemente risulta essere la primaria causa di contenzioso tra costruttori e progettisti di isole artificiali, quando, durante la costruzione, sono considerati e verificati i criteri di accettazione. Le dispute contrattuali sono principalmente legate al grado di compattazione raggiunto e sorgono per lo più a causa di specifiche inadeguate al materiale impiegato per la costruzione. Nel contesto dell’interpretazione delle prove CPTU, primariamente utilizzate per valutare il grado di compattazione raggiunto, la compressibilità non è correlata a specifiche misure di laboratorio ma viene abitualmente stimata sulla base della conoscenza delle proprietà indice e dell’esperienza locale con terreni simili.
Questa nota, a partire dall’esperienza maturata nell’ambito di un importante progetto di ingegneria offshore, propone un processo ingegneristico da seguire durante la progettazione e la costruzione di isole artificiali con terreni non standard come le sabbie carbonatiche, a partire dalla progettazione concettuale fino alla costruzione e all’uso successivo del riempimento, concentrandosi sui requisiti di densità e sulle specifiche e i criteri di accettazione della densità del riempimento.
BIO
Daniela Giretti è Professoressa Associata di Geotecnica presso l’Università degli Studi di Bergamo. Laureata con lode in Ingegneria Civile presso l’Università Politecnica delle Marche, ha conseguito nel 2010 il dottorato di ricerca in Scienze dell’Ingegneria presso l’Università degli studi di Ferrara. Si è formata come ricercatrice presso l’Istituto Sperimentale Modelli Geotecnici (Ex Ismes) dove si è specializzata in modellazione fisica in centrifuga geotecnica e camera di calibrazione.
È autrice di oltre 70 pubblicazioni su rivista o in atti di convegno del settore della geotecnica sui seguenti temi di ricerca: modellazione fisica di fondazioni su pali e fondazioni miste; comportamento ciclico e dinamico dei terreni a grana grossa; liquefazione; microzonazione sismica; stabilità statica e dinamica di argini fluviali e dighe in terra; caratterizzazione meccanica di terreni non standard come le sabbie carbonatiche o i terreni di transizione.



