Sessione 3 – Infrastrutture idrauliche e marittime
TITOLO
La risposta dei sistemi arginali dei bacini Emiliano-Romagnoli alle alluvioni del Maggio 2023
SOMMARIO
Gli eventi meteorologici di maggio 2023 hanno messo in luce l’elevata vulnerabilità della regione Emilia-Romagna al rischio idrogeologico. Le piogge torrenziali, con tempi di ritorno localmente stimati fino a 700 anni, hanno provocato estese esondazioni e numerose rotture arginali. Questi episodi hanno inaugurato una nuova stagione di fenomeni estremi, con quattro eventi principali verificatisi in soli 17 mesi.
Le caratteristiche e la frequenza delle brecce nei sistemi arginali dei bacini Emiliano-Romagnoli durante le alluvioni del maggio 2023 offrono una straordinaria opportunità per raccogliere e analizzare dati utili a comprendere le criticità principali di queste opere idrauliche. Questo studio presenta il metodo adottato per organizzare sistematicamente tali informazioni in un database unico per ampiezza e varietà. Attraverso l’analisi di queste informazioni, vengono identificate vulnerabilità intrinseche, indotte e sistemiche che possono aver contribuito alla formazione delle brecce e ai danni strutturali degli argini.
Nell’ambito delle vulnerabilità identificate, emergono aspetti di fragilità strutturale, di natura geometrica e meccanica, che si combinano con fenomeni di erosione localizzata e con il ruolo cruciale dello stato di suzione dei terreni parzialmente saturi che compongono gli argini. In numerosi casi, sono molteplici i fattori che, interagendo, portano al collasso arginale ed alla formazione di brecce. I risultati dello studio suggeriscono che le sezioni arginali dovrebbero essere considerate all’interno di un contesto sistemico che comprenda le loro debolezze strutturali, non sono solo di natura geotecnica. Si rileva inoltre come l’attuale quadro normativo non riesca a cogliere appieno tale complessità.
L’elaborazione di queste informazioni può supportare le autorità competenti nella redazione di mappe di vulnerabilità dei sistemi di difesa idraulica a scala regionale. Inoltre, consentirà l’identificazione di strategie sostenibili e innovative per strutture più sicure e resilienti, capaci di affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici in atto.
BIO
Michela Marchi è Professoressa Associata di Geotecnica presso l’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, dove insegna Principles of Soil Mechanics e Geotechnical Engineering nei Corsi di Laurea e Laurea Magistrale in Building Construction Engineering e Civil Engineering. Laureata con lode in Ingegneria Civile presso l’Università di Bologna, ha conseguito nel 2008 il Dottorato di Ricerca in Ingegneria Geotecnica presso il consorzio delle Università di Parma, Bologna, Brescia, Ferrara e Venezia.
Autrice di oltre 60 pubblicazioni scientifiche nel campo della geotecnica, la sua attività di ricerca nell’ambito delle strutture arginali include la modellazione fisica e l’analisi numerica dei fenomeni di erosione retrogressiva nelle fondazioni degli argini fluviali. Ha partecipato a numerosi progetti nazionali e internazionali, contribuendo in maniera significativa allo sviluppo di soluzioni innovative per la mitigazione dei rischi idraulici legati alla stabilità dei rilevati arginali. Attualmente, è coordinatrice del prototipo BoilDownLab, per il progetto europeo LIFE SandBoil, dedicato allo sviluppo di tecnologie avanzate per contrastare i processi di erosione retrogressiva.



