Sessione 3 – Infrastrutture idrauliche e marittime
TITOLO
La sicurezza delle dighe: gestione del rischio associato alla presenza di frane
SOMMARIO
In questa epoca di cambiamenti climatici gli invasi artificiali assumono un ruolo sempre più strategico. Il rispetto di criteri di sostenibilità delle infrastrutture impone la conservazione e la valorizzazione delle grandi dighe esistenti, la cui età media nazionale sfiora ormai i settanta anni. In questo quadro, gli sbarramenti in esercizio richiedono una sistematica manutenzione e periodiche rivalutazioni delle condizioni di sicurezza, anche per soddisfare requisiti più elevati. Tra le rivalutazioni di sicurezza, oltre a quelle relative agli aspetti idrologico-idraulici e sismici, assumono particolare rilievo, data anche la storia delle dighe italiane, gli accertamenti e i controlli delle condizioni di stabilità delle sponde dell’invaso. La Relazione affronta il tema, esaminando alcuni problemi di stabilità delle sponde, rilevanti per la sicurezza e la funzionalità degli impianti di ritenuta, in quattro casi di interazione con frane lente, dando conto della vigilanza attraverso il monitoraggio e degli interventi di stabilizzazione e di mitigazione del rischio che si sono resi necessari per garantire l’esercizio sicuro delle infrastrutture.
BIO
Vincenzo Chieppa, ingegnere civile idraulico e dottore di ricerca in ingegneria geotecnica. Ha svolto attività di ricerca nel campo della meccanica delle terre presso il Dipartimento di ingegneria strutturale e geotecnica dell’Università di Roma “La Sapienza” e attività professionale in società di ingegneria. Da trenta anni si occupa di sicurezza delle dighe svolgendo la sua attività nella p.a., nel Servizio nazionale dighe ora Direzione generale per le dighe e le infrastrutture idriche del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di cui è direttore vicario. In tale ambito ha diretto l’Ufficio tecnico per le dighe di Venezia, competente per la vigilanza sulle “grandi dighe” nelle Alpi orientali e l’ ufficio specialistico di idraulica e di geologia applicata e dirige attualmente l’Ufficio di coordinamento per il controllo delle dighe in costruzione e in esercizio sperimentale. È componente del Consiglio di presidenza del Comitato nazionale italiano per le grandi dighe e dell’Associazione idrotecnica italiana; è componente esperto della Commissione italo – francese per la sorveglianza della diga del Moncenisio e componente della Commissione del Consiglio Superiore dei LL.PP. per l’aggiornamento delle norme tecniche in materia di dighe.



