Sessione 1 – Infrastrutture di trasporto di superficie
TITOLO
Ampliamento dei rilevati autostradali esistenti: problematiche geotecniche connesse ai cedimenti e alla stabilità dei manufatti in terra
SOMMARIO
Molte iniziative di potenziamento della rete infrastrutturale gestita da Autostrade per l’Italia prevedono l’ammodernamento e l’ampliamento alla terza o quarta corsia di tratti autostradali esistenti.
La valutazione degli effetti, stima dei cedimenti e verifica di stabilità, legati alla realizzazione della corsia in ampliamento costituisce una interessante problematica di ingegneria geotecnica.
Il calcolo dei cedimenti ha come obiettivo la determinazione delle deformazioni verticali del terreno indotte dai carichi dovuti all’ampliamento della sede stradale e nella pratica ingegneristica, interessa di solito conoscere sia l’entità delle suddette deformazioni sia il loro decorso nel tempo.
La complessità della problematica ingegneristica ricade non solo nella scelta di un appropriato modello costitutivo del terreno e nell’attenta definizione della parametrizzazione geotecnica, nella stima delle diverse componenti delle deformazioni verticali (cedimenti immediati, di consolidazione primaria e di natura viscosa) e nella difficile previsione dei tempi necessari alla dissipazione delle sovrapressioni neutre, indotte dall’applicazione del carico della porzione in carreggiata in ampliamento, ma anche nel fatto che la corsia in ampliamento viene realizzata in una porzione di rilevato esistente (la scarpata, ndr) caratterizzata da una particolare condizione, contraddistinta da una propria “storia di carico” (rilevato esistente costruito decenni prima) ed un carico verticale fortemente variabile nello spazio per effetto dell’inclinazione della scarpata.
Risulta particolarmente importante, nella pratica professionale, fissare criteri per definire le soglie limite di variazione dell’assetto della piattaforma autostradale di progetto, in senso trasversale e longitudinale, come conseguenza dei cedimenti dei rilevati sia in corrispondenza della piattaforma esistente sia in corrispondenza della porzione in ampliamento, con particolare riferimento alla sicurezza dell’esercizio stradale.
Molta attenzione da un punto di vista progettuale va posta nella scelta dei materiali di realizzazione dei rilevati in ampliamento (in corrispondenza di opere di sottovia, a volte si opta per materiale alleggerito tipo argilla espansa), nell’individuazione di soluzione tecnologiche per mitigare la formazione del temuto “gradino” (tipo uso di geogriglie ad alta resistenza posate in corrispondenza della base non legata). Al fine di prevenire fessurazioni nella pavimentazione stradale, viene prevista la posa nelle zone di transizione, di una membrana bituminosa autoadesiva rinforzata con rete in fibra di vetro ad alto carico di rottura (40 kN/m).
Inoltre, una realistica stima dell’evoluzione dei tempi di consolidazione primaria consente anche una appropriata valutazione del numero di cicli di manutenzione del manto bituminoso del pacchetto stradale da prevedere nei primi anni di esercizio per compensare il dislivello dovuto ai cedimenti.
Altra tematica ingegneristicamente interessante è la verifica di stabilità nel transitorio delle fasi realizzative, infatti qualora i terreni di fondazione fossero costituiti da formazioni argillose a bassa permeabilità, l’applicazione del carico riconducibile dalla formazione della corsia di ampliamento induce la formazione di sovrappressioni neutre che riducono la componente attritiva della resistenza al taglio mobilitabile, determinando potenziali situazioni di compromissione della stabilità.
Interessante è anche il controllo degli effetti deformativi attraverso un sistema di monitoraggio geotecnico e topografico con installazione di mire topografiche, inclinometri ed assestimetri disposti in funzione dell’altezze del rilevato lungo il tracciato.
BIO
Piero Bongio, Laureato in Ingegneria presso il Politecnico di Milano nel 1999, ha svolto Attività di Progettazione prevalentemente nell’ambito dell’analisi di stabilità di versante, della progettazione di opere di sostegno definitive e provvisionali, nonché di strutture di fondazione.
Responsabile della Progettazione Costruttiva nel Cantiere per la realizzazione del “Nuovo Canale Viola” in Valtellina per l’impresa Cossi Costruzioni S.p.A., ha rivestito il ruolo di Coordinatore del settore “Ingegneria Geotecnica” nella Task Force Italferr S.p.A. per attività di Alta Sorveglianza della Progettazione Costruttiva della Tratta Ferroviaria AC Torino-Milano.
Ha avuto incarichi per prestazioni intellettuali di supporto alla didattica nel corso di Tecnica delle Costruzioni e nella Master School F.lli Pesenti (PoliMI).
Attualmente è Responsabile Scientifico di Dottorati di Ricerca con Prof. Di Prisco (PoliMI) e Prof. Simonini (Università Padova) ed è Vicepresidente della Commissione Italiana “Opere in Terra” del PIARC.
E’ stato componente della Commissione per il Paesaggio e del Consiglio dei Lavori Pubblici della Provincia di Sondrio, delle Commissioni “Civile e Strutture” e “Formazione” dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Sondrio.
Relatore in numerosi seminari inerenti la stabilità di versante, le strutture di fondazione e di sostegno ed Autore di articoli specialisti di ingegneria geotecnica.
Dal 2004 al 2018 è stato impegnato presso la Società Spea Engineering del Gruppo Atlantia – ASPI in attività di Progettazione di grandi infrastrutture autostradali, ricoprendo il ruolo di responsabile dell’ufficio Geotecnica e dell’ufficio di Assistenza Tecnica alle Direzioni Lavori.
Dal 09/2018 al 06/2021 è stato operativo nell’ufficio di Servizi Specialistici di Ingegneria nell’ambito della Direzione Investimenti Esercizio di ASPI, della Direzione Construction, Technical Coordination & Best Practice di Atlantia, in qualità di Professional Master in Progettazione Infrastrutturale e presso la Direzione di Tronco DT1 di Genova. Attualmente ricopre il ruolo di Technical Authority e Direttore Tecnico del settore Geologia & Geotecnica di TECNE (Gruppo ASPI).



